La Mosca che amo
Un giro introduttivo per Mosca vista con gli occhi di un italiano
Cremlino
Chi l'avrebbe mai detto che in centro a Mosca é possibile anche praticare il surfing? (A tal proposito si veda il video contenuto in questa pagina!)
Mosca, città gloriosa! “Terza Roma”, è il nome con cui viene chiamata la città fulcro, il perno attorno al quale ruota il mondo slavo tutt’oggi dopo la dissoluzione dell’impero sovietico.
Mosca è una metropoli multietnica, un luogo in cui vivono una infinità di mescolanze razziali rare altrove, perlomeno fine alla fine del ventesimo secolo, qui vivono lavorano e trafficano tutte le rappresentative etniche dei paesi satellite: Georgiani , ucraini , tagikistani, uzbekistani, albanesi, tartari, armeni, e chi più ne ha più ne metta...
La metropoli con ben quindici milioni di abitanti, di cui residenti solamente nove si attesta come maggior nucleo urbano in Europa, l’estensione territoriale è di dimensioni sterminate, una città immensa di quasi mille chilometri quadrati, superata in Europa solo da Londra e San Pietroburgo.
Non esiste luogo al mondo che concentra tanto denaro in poche così poche mani come a Mosca, qui sono innumerevoli gli oligarchi dalle disponibilità economiche infinite, non persone, ma entità per le quali il denaro necessario per gli acquisti quotidiani del vivere comune non ha alcun valore, sono cifre di nessuna importanza.. personaggi viaggiano a livelli astratti per la gente comune. Immediatamente sotto questo livello ecco spuntare una infinità di gente ricchissima, i cosi detti “nuovi russi”, soggetti arricchitisi spropositatamente approfittando del nuovo mondo capitalista senza regole formatosi con il finire della “perestroika” (inizio anni novanta), i “nuovi russi” operano nel commercio, nell’imprenditoria, negli affari, chi trae profitti cospicui vendendo beni e offrendo servizi alle entità oligarchiche dalle mani bucate del primo livello, chi invece distribuisce su larga scala ciò di cui necessita la gente comune per il vivere quotidiano, tutti entrambi provengono da un unica scuola che ha dato loro quella spinta in più per emergere, e li ha messi in una posizione avvantaggiata nel marasma creatosi in Russia con la fine dell’unione sovietica, stiamo parlando della nomenclatura del potere, degli uomini che per anni hanno svolto ruoli chiave nelle fila del partito socialista: Appartenenti ai “servizi” di Stato, alto-ufficiali dell’esercito, diplomatici e via discorrendo... Sotto tutto ciò abbiamo l’abisso, nessuna classe media, da qui si precipita direttamente nei gironi danteschi più bassi: La gente comune che in città ci è nata e cerca di emergere conquistandosi una propria posizione e dignità, e orde di disperati sporchi e puzzolenti provenienti dalle estrazioni più basse di ogni luogo dell’ex impero sovietico, “gentaglie” prive di dignità (e a volte anche di scrupoli), che si incontrano ovunque, tanto nel centro quanto in periferia, uno scenario unico in tutta la Russia per dimensioni, qualche cosa di simile è riscontrabile solamente in alcune aree delle metropoli italiane (come per esempio l’area della stazione centrale e zone adiacenti a Milano). L’esercito dei cosi detti “chi non ha più nulla da perdere”, arriva da ogni luogo sperduto in cerca di fortuna a Mosca, alla ricerca disperata di raccogliere le briciole avanzate dagli sperperi di quelli delle “caste alte”, ma questi cosa hanno da offrire? Poco o nulla, visto i più provengono da luoghi o situazioni in cui la qualità e finezza richiesta nei lavori è per così dire “cosa trascurabile”, persone che sarebbero difficili anche da inserire nei lavori di manovalanza se non fosse altro che a Mosca vige il pressappochismo, una città in cui qualsiasi opera non finanziata da privati di buon gusto, è fatta alla buona, senza andare a vedere lo scempio periferico, ci si accorge che ogni opera di funzionalità pubblica (cancellate, ringhiere, costruzioni varie, cordoli) del centro è fatta alla cavolo, sembrerebbe che qualcuno abbia costretto dei carcerati senza alcuna voglia di lavorare e privi di istruzione, a costruire le cose usando lamiere, tondini per edilizia, tubi e travetti di ferro aiutandosi con strumenti manuali tipo seghetti e saldatori a mano: Le costruzioni sia grandi che piccole composte da più elementi (ringhiere, pannelli, ecc.) sono caratterizzate tutte dal fatto che i singoli elementi vorrebbero sembrare identici, tuttavia essendo questi fatti “in una qualche maniera” sono ognuno diverso dall’altro, anche le saldature che li uniscono sembrano fatte da mani diverse. Il pressapochismo purtroppo ha intaccato anche le grandi opere pubbliche, che pur essendo spesso, come progetto e stile decisamente belle, la loro realizzazione è grossolana e priva di accortezze estetiche per noi fondamentali, se si parla della linea metropolitana, lo stile e la progettualità dell’opera è di rara bellezza, ma la fattezza e i materiali utilizzati fanno rabbrividire, intonaco spatolato in una qualche maniera, elementi smaltati a pennello, i prestigiosi materiali marmorei impiegati sono tutti di recupero (dalla magnifiche cattedrali distrutte con il dilagare del delirio dell’ateismo comunista), gli elementi di marmo non seguono tinte o gradazioni, le lastricature cambiano spesso tipo di marmo passando fra tinte di colori diversi più o meno assomiglianti, che nemmeno usando la terza scelta risulterebbe possibile tale obbrobrio.
Mosca, il suo nome è omonimo a quello dell’insetto che tutti conosciamo, insetti che vengono attirati dalle “deiezioni” organiche, e nessuna città con tanto benessere sembra attirare a se cosi tanti mosconi umani di campagna, meglio di quanto sappia fare la capitale di mamma Russia; la metropoli è invasa de campagnoli ancora convinti di vivere in un luogo agreste, da persone che usano le mani per soffiarsi il naso (senza fazzoletto), e il paragone tra Mosca e ciò che attrae di più le mosce viene automatico a chi non si ferma esclusivamente nei luoghi fricchettoni, la città è coperta di un lercio sottile, una melma polverosa sottilissima che intacca i lastricati delle strade, le pareti delle case, i sottopassi metropolitani, le auto e i mezzi di trasporto; Polveri scure dal potere abrasive, una sostanza che consuma tutto, ad incominciare dalle suole delle scarpe, dalle ruote dei pattino (i roller), le parti meccaniche dei mezzi ecc..e in mezzo a tanto schifo spiccano negozi di alta moda, casinò di lusso, auto sgargianti, e come ultima nota folcloristica un infinità di negozi specializzati in capi e calzature dal gusto inequivocabilmente per “zoccole”.
L’impegno da parte del comune nel cercare di rendere pulita la città tuttavia è costante e ben visibile: Sono numerosissimi gli addetti che di notte girano con il palettino a raccogliere lo sporco, e durante qualsiasi ora si vedono viaggiare in ogni dove, autocisterne munite di idrante che cercano di disintegrare con acqua lo strato sottile di polveri melmose, tuttavia quando il manto stradale si asciuga, poco e cambiato (probabilmente usando l’acqua ci vorranno dei secoli per disintegrare lo sporco), il lercio ricopre sottilmente diversi ambienti, in primis risulta difficile trovare una panchina pulita dove sedersi, o corrimani dove appoggiarsi, ecc.. Nonostante l’amministrazione cittadina abbia a libro paga un esercito di spazzini e pulitori, fronteggiare i moscoviti nella cosa che gli riesce meglio è durissima; e quale è la cosa che gli riesce meglio? Semplicemente “pisciare”, urinano ovunque, nelle cabine dei telefoni, nei viadotti, nei portoni, negli ascensori, in ogni angolo e in ogni dove.. un esercito di “pisciatori” impossibile da fronteggiare se non con una forte dose di educazione civica che dovrebbe partire dalle famiglie e nelle scuole. Capita anche allo “straniero” di rimanere coinvolti in episodi insoliti, tipo di passeggiare con una stupenda ragazza moscovita per un parco, e a un certo punto lei dice di dover andare a pisciare e va sotto una pianta! (questo con la massima naturalezza).
Torniamo ora per le vie del centro, dove troviamo marciapiedi tutti rattoppati, sinonimo che evidentemente l’amministrazione cittadina di una metropoli così ricca non in grado di provvedere alla pavimentazione delle aree pedonali (cosa che invece avviene in maniera egregia in diverse città ben più povere della Russia), ecco quindi che si contano innumerevoli i privati che si sono rifatti a proprio piacere la pavimentazione del marciapiede dinanzi il proprio esercizio, l’effetto come potrete immaginare è quello di un bricolage, e lo stesso effetto di bricolage è quello dello stile architettonico: Qui convivono nello stesso quartiere, nella stessa via, uno affianco all’altro, grattacieli grigi anni sessanta “tipo Milano”, palazzine senza colore tipo “blocchi” dalle forme quadrate e superfici piatte tipiche dell’era tardo comunista, imponenti e solenni e edifici in stile stalinista, palazzi sontuosi di bellissima architettura e sfarzo decorativo che un tempo (antecedente la rivoluzione) fungevano da residenza per nobili ed aristocratici altolocati, ma ciò che rende singolare e unica questa città, è la sensazione che non ha nome ma che definiamo per convenzione “tetris”, ovvero la vista di tutte quelle guglie e pennacchi adornati con stelle rosse e emblemi da “tetris”, che sono di raro impatto visitatore, anche quello, meno suscettibile.
Mosca nonostante sia una città carissima (quest’anno come svariate volte è stata nominata la città più cara al mondo), ha locali sicuramente per un target altolocato, ma non disdegna posti estremamente economici e alla portata di tutti, infatti qui come altrove in Russia non è abitudine fare cartello, un caffè lo si può bere in stazione per dieci rubli oppure in un locale lussuoso per dieci euro. Se pensiamo all’Italia pensiamo a un paese in cui i prezzi sono livellati sul medio alto e mantenuti costanti dalle corporazioni e lobbie di cartello, per esempio il pane, il caffè ecc.. lo paghiamo più o meno lo stesso prezzo ovunque. A Mosca no! Ogni cosa ha un prezzo estremamente fluttuante, e il fattore che determina di più il costo di un prodotto, è il contesto di come ti viene presentato, lo stesso prodotto lo puoi degustare nella medesima via in piedi davanti un chiosco, preparato da dei caucasici dal volto scuro e appariscenti protesi dentali dorate, oppure seduto su un comodo divano in pelle dentro una sfarzosa caffetteria (magari, dietro in cucina ci lavorano comunque dei caucasci con protesi dorate e volti scuri.. nulla di più facile!), chiaramente al seconda le contesto i prezzi cambiano, e il livello di quanto uno possa scendere in basso o salire in alto, non ha limiti, al punto che in città è possibile acquistare qualsiasi chiccheria per ricchi o qualsiasi baggianata a prezzi da stock cinese: La Russia non è un paese (all’incontrario della UE) che boicotta la produzione cinese, turca o coreana, quindi per i mercati rionali di Mosca è possibile trovare capi, oggettistica e utensili, a prezzi notevolmente bassi, i punti vendita di basso livello, non aderendo a corporazioni di cartello tipo “camera di commercio”, ordine di categoria, ecc., si scannano fra di loro per avere il prezzo più basso, ecco quindi che il moscovita di ceto basso (la stragrande maggioranza degli abitanti), andando a comprare le cose al mercato, ha un potere di acquisto superiore a quello per esempio di un italiano della classe sociale media in Italia; Ecco quindi spiegato il paradosso di come milioni di persone sicuramente non benestanti riescano a tirare avanti nella metropoli più costosa al mondo!
I mezzi pubblici a volte sembrano stare in piedi con il fil di ferro, ma il loro costo è estremamente economico; Quindici rubli è il costo del autobus che porta fino in aeroporto, ed è anche il prezzo del biglietto del metro con il quale grazie ad una fitta rete sotterranea (la più grande la mondo) si può raggiungere ogni luogo. Viaggiare in metro significa invischiarsi con il marasma di gentaglie dal volto non propriamente “tipico russo” che girano nell’underground, ecco quindi che la popolazione locale appena raggiunge un tenore di vita dignitoso, il metro lo evita, come lo evitano anche le ragazze più avvenenti o le persone più abiette (questo fenomeno è presente in altre metropoli russe ma non raggiunge le proporzione che ha assunto a Mosca).
Mosca è indubbiamente una metropoli in grado di offrire emozioni dentro un diapason di scala molto grandi, si passa dall’odio all’amore intenso, alla nostalgia toccando tutte le sfumature, una città che sa donare armonia a chi la ama, un luogo suggestivo che non può mancare da qualsiasi itinerario di viaggio in Russia.